Titolo originale: Sono d’accordo con Lei

Gentile Sig. Levi,
sono d’accordo con Lei, Internet è un luogo pericoloso, dove possono circolare idee sovversive e destabilizzanti. Bisogna immediatamente porre un freno alla circolazione indiscriminata di pensieri ed opinioni provenienti dalla massa sobillatrice delle cosiddette ‘persone comuni’, gente invidiosa che farebbe qualsiasi cosa per mandare a casa una classe dirigente, ingiustamente definita ‘casta’, di persone che al contrario sono detentrici e portatrici di verità che il popolo, ignorante e maleducato, non può neanche comprendere.

Quindi voglio esprimerle con il cuore il mio ringraziamento per avere preso finalmente in mano la situazione, con una proposta di legge unica nel suo genere, una soluzione innovativa a tal punto che nessuna altra democrazia occidentale ha avuto o avrà mai il coraggio di intraprendere una strada anche lontanamente vicina a quella da Lei prospettata.
Lo so che Lei lo fa per proteggere il popolo italiano da pensieri malvagi, d’altronde noi non siamo in grado di discernere il bene dal male, meno male che ci siete voi a proteggere le nostre fragili menti.

Ha ragione Lei, tutti quei concetti balzani che circolano in rete, web 2.0, partecipazione globale, libertà di pensiero e di espressione, sapere condiviso, collaborazione tre migliaia di individui, sono strumenti dirompenti in mano a una massa di decerebrati come noi, che potremmo pensare bene di utilizzarli per compiere una rivoluzione culturale ai danni di un sistema che, al contrario, ci vuole così bene che, giorno dopo giorno, non manca di inventarsi strategie atte a soffocare nel nulla ogni tentativo di pensiero autonomo, libertà, solidarietà.

Geniale poi l’idea di fare passare questa legge in sordina, al riparo da ogni possibile scandalo o contestazione da parte dei ’sovversivi’, infatti i media e i suoi stessi colleghi politici ne sono tuttora per la maggior parte all’oscuro. Sono queste le cose che mi fanno davvero sentire fiero di essere italiano, la lungimiranza e capacità politica di chi ci guida, gente che sa quello che fa e che sa anche come farlo.

Inoltre mi permetto di sottoporle anche altri provvedimenti che, a mio avviso, potrebbero seguire a quello di cui stiamo adesso discutendo, al fine di rafforzare la sicurezza della società italiana, nobile, unico e ultimo scopo di ogni vostra azione politica:

1. intercettazione a tappeto delle email (vera piaga della società), con imposizione di filtri su parole chiave che eliminino la corrispondenza ‘pericolosa’ e facciano scattare quanto prima le indagini sugli infingardi che le hanno scritte.

2. controllo a tappeto delle connessioni internet, per verificare le abitudini di navigazione degli utenti della rete, individuando così i comportamenti ‘disdicevoli’ e individuando quindi i responsabili di ogni attività pericolosa per la sicurezza nazionale.

3. divieto assoluto ai semplici cittadini di possedere un dominio internet o un sito internet, con pene detentive esemplari per i trasgressori.

4. imposizione, per le aziende che volessero ancora dotarsi di un sito internet, di una tassazione deterrente, al fine di scoraggiare l’utilizzo del malefico strumento.

5. obbligo, per i soggetti che nonostante tutto volessero dotarsi di un sito internet, di presentazione di approfondita documentazione cartacea (fedina penale, certificato antimafia, impronte digitali, test genetico, albero genalogico con almeno 8 livelli), e assoggettazione al pagamento di bolli annuali economicamente rilevanti, con il fine di rendere economicamente conveniente una presenza sul web soltanto ai grandi potentati o alle multinazionali.

6. iscrizione obbligatoria ad un nuovo ente pubblico, il CNCI (Centro Nazionale Controllo Internet), creato all’uopo per garantire la sicurezza attraverso la ’schedatura’ di ogni soggetto fisico o giuridico che volesse, per qualsiasi motivo, utilizzare gli strumenti della rete per diffondere informazioni.

7. lo stesso CNCI, sarà deputato a filtrare, correggere, rendere ‘congruo’ ogni contenuto immesso in rete all’interno dello Stato Italiano.

8. imporre a Google un filtro sulle parole chiave accettabili per la ricerca da parte di ogni cittadino italiano o indviduo che si connetta alla rete dal territorio italiano (eventualmente chiamando dalla CINA tecnici specializzati in questo tipo di attività).

…e tanti altri potrebbero essere i provvedimenti da prendere, ma credo che all’inizio questo potrebbe bastare per rendere internet e la società italiana luoghi più sicuri e ameni.

La ringrazio per l’attenzione, non le scrivo direttamente una mail perchè, oltre al fatto che so che in questi giorni la sua casella è putroppo intasata da migliaia di lettere di protesta inviateLe dalle frange più estreme della società, non ho la certezza che Lei sappia o voglia utilizzare le mail come strumento di lavoro, d’altronde mai fraternizzare con il nemico…

Cordiali Saluti e Buon Lavoro
Un Cittadino della Repubblica Italiana
(35° posto nella classifica sulla libertà di stampa)

Una Risposta a “Lettera aperta al Sig. Ricardo Franco Levi (Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio)”

  1. Думаю понравится любому!

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